iniziazione al vino

Il blog è pensato per tutti gli interessati al mondo enologico. Ogni vino, oggi, è parte di una narrazione che va ben oltre le qualità intrinseche del prodotto stesso. Gli appassionati avvertono la necessità di instaurare un legame con il prodotto, puntando sul vissuto, sull’approccio, sull’esperienza, sulle storie gli aneddoti che vi sono associate e il vino si presta particolarmente a creare feeling con le persone introducendole nella realtà dei luoghi in cui nasce, nel talento, nella produzione e nella narrazione di una storia autentica che lo rende unico e riconoscibile. A tutti piace bere ma pochi sanno bere bene poiché il mondo del vino è molto articolato concatenando il prodotto, la sua trasformazione e conservazione, le implicazioni culturali, il rapporto con il territorio e le comunità locali, l’immaginario, lo stile di vita. Le “narrazioni” che leggerete vogliono essere sempre legate ai territori, alla cultura e all'arte. Il progetto nasce quindi dalla volontà di narrare una storia a volte in maniera molto divertente e pratica, a volte divulgativa, a volte più profonda ed esistenziale di questo mondo. Bere il vino deve essere quindi un Atto Culturale come nella religione è un atto Simbolico.

L’ARTE DEL GUSTO

L'ARTE DEL GUSTO

alessandra montagno, architetto e wine designer

Mi sono occupata di approfondire le dinamiche del cervello in rapporto alla multisensorialità legata al cibo . Questo progetto viene portato avanti soprattutto in campo di marketing commerciale per le pubblicità dei cibi. La Oxford University  sta seguendo diversi progetti di approfondimento sul tema . Se per esempio mangiamo un cibo rosso, lo percepiamo del 15 % più dolce. Se associamo un suono dolce, che è provocato dal movimento della lingua verso l’alto come fanno i bambini piccoli, noi scegliamo un cibo e un vino più dolce e così via. I suoni invitano diversamente ad un cibo o ad una bevanda seguendo il meccanismo del ricordo, di esperienze già vissute ma anche da archetipi culturali e ancestrali che abbiamo ereditato dal passato.

Anche la tipologia degli alimenti condiziona il nostro cervello. Ne è l’esempio il nostro astio nei confronti del nutrirci degli insetti quando vi sono 130 culture che li utilizzano in cucina e 1900 insetti commestibili.

L’estetica del bilanciamento delle forme geometriche condiziona la preferenza di un piatto piuttosto che un altro. Ne è l’esempio la preferenza del numero dispari dei cibi nel piatto , l’utilizzo di ingredienti ravvicinati e non sparpagliati e separati,   la morfologia del cibo che segua la morfologia del piatto.

L’aspetto multisensoriale può quindi essere guidato e ampliato attraverso un maggior utilizzo dei cinque sensi, quindi non relegando solo all’aspetto visivo e  alla presentazione di un piatto che normalmente declina la sua  appetibilità . Ho quindi pensato di realizzare un Workshop che possa utilizzare questa multisensorialità condotta attraverso la musica, l’arte, la creatività e l’utilizzo dei cinque sensi. Questo laboratorio esperienziale sarà quindi condiviso utilizzando una tela al posto del piatto con cui attraverso le mani e delle spatole si realizzerà una pietanza che verrà degustata attraverso un pennello come forchetta. Abbineremo  dei vini che saranno il bicchiere in cui si può stemperare le spatole e  i pennelli. La Storia dell’arte di Inizio Secolo ci aiuterà a comprendere alcuni meccanismi sul colore e la musica di Wagner, che ha ispirato Kandinsky, sarà la nostra musa.

In Inghilterra si chiama Edible Art e la Art Fund di Londra ha indetto un Concorso che scade a Giugno 2014 per nuovi artisti del food a cercare di ricreare le opere dei grandi artisti. Al di la di questo Concorso che trovo utile come sperimentazione attraverso la copia ( e ricordo che è il passaggio obbligato in ogni secolo per lo studio dei grandi maestri) trovo interessante riuscire a creare nuove forme d’arte e quindi opere declinando attraverso il cibo il patrimonio culturale e sociale di ognuno di noi. Un nuovo modo di coniugare Estetica e Sensorialità della Creatività Italiana accessibile a tutti.

Il carattere sociale del cibo  è stato premiato anche a Stoccolma dove lo  chef modenese Bottura è stato premiato come White Guide Global Gastronomy Award . Bottura infatti è stato definito da Achille Bonito Oliva il sesto rappresentante della Transavarguardia italiana, il movimento artistico degli anni Ottanta che annovera tra i suoi protagonisti Chia, Clemente e Palladino, ed ha rappresentato un crossover tra le tecniche pittoriche tradizionali e le filosofie moderniste. Proprio quello che ha fatto Bottura nella gastronomia, dove oggi rivendica “cultura, conoscenza, coscienza e responsabilità: il piatto come un gesto sociale”.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2014 da in Uncategorized.
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