iniziazione al vino

Il blog è pensato per tutti gli interessati al mondo enologico. Ogni vino, oggi, è parte di una narrazione che va ben oltre le qualità intrinseche del prodotto stesso. Gli appassionati avvertono la necessità di instaurare un legame con il prodotto, puntando sul vissuto, sull’approccio, sull’esperienza, sulle storie gli aneddoti che vi sono associate e il vino si presta particolarmente a creare feeling con le persone introducendole nella realtà dei luoghi in cui nasce, nel talento, nella produzione e nella narrazione di una storia autentica che lo rende unico e riconoscibile. A tutti piace bere ma pochi sanno bere bene poiché il mondo del vino è molto articolato concatenando il prodotto, la sua trasformazione e conservazione, le implicazioni culturali, il rapporto con il territorio e le comunità locali, l’immaginario, lo stile di vita. Le “narrazioni” che leggerete vogliono essere sempre legate ai territori, alla cultura e all'arte. Il progetto nasce quindi dalla volontà di narrare una storia a volte in maniera molto divertente e pratica, a volte divulgativa, a volte più profonda ed esistenziale di questo mondo. Bere il vino deve essere quindi un Atto Culturale come nella religione è un atto Simbolico.

VINO E CULTURA : STORIE DI ORDINARIO CORAGGIO FEMMINILE

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VINO E CULTURA : STORIE DI ORDINARIO CORAGGIO FEMMINILE 

Alessandra Montagno, Wine Designer

Mi accompagna,come un fedele segugio, lo stesso tema in una ordinaria giornata milanese di inizio settimana, il coraggio.

Sono invitata da una amica giornalista alla presentazione al Teatro Parenti ad una Iniziativa del Corriere Della Sera della rivista Io Donna e  del Blog La ventisettesima ora di sensibilizzazione e divulgazione delle tematiche legate al femminile, seconda mia passione accanto al vino, gemella dell’arte.

La rassegna , “Il tempo delle donne”, mi fa pensare al tempo negato alle donne per se stesse tra una vita multitasking e il tempo che invece occorre ogni tanto prendersi e stasera, a teatro gremito, mi rasserena che ce la possiamo fare, a prenderci quel tempo.

Mi guardo intorno e osservo con piacere la presenza di molte donne di ogni età e di uomini, segno che la sensibilità non è solo una pretesa femminile.

Il tema della serata sono le storie di ordinario coraggio femminile. Poche ore prima ero in Mondadori ove ben in vista vicino alla cassa era pronto, per il prossimo regalo natalizio , l’ultima fatica di Oscar Farinetti sul vino, “Storie di coraggio,12 incontri con i grandi dei vini italiani”. Non è la stessa cosa……una immagine e torno in ascolto.

La serata parte con la recitazione di Licia Maglietta di un passo tratto dalla Storia di Malala Yousafzaki e del suo coraggio, pur adolescente, di lottare al diritto per l’istruzione: non lo definirei una storia di ordinario coraggio e mentre ascolto questo passo  penso alla fortuna delle mie figlie adolescenti che possono liberamente studiare senza essere sparate nell’autobus mentre vanno a scuola. Diamante d’Alessio, Direttrice del Settimanale “Io donna”, ricorda come la parola coraggio derivi dal latino coraticum  derivante dalla parola composta cor, cordis cuore e dal verbo habere avere, quindi avere cuore ovvero la virtù umana, spesso indicata anche come fortitudo o fortezza, che fa sì che chi ne è dotato, affronti con serenità i rischi, non si abbatta per dolori fisici o morali e, più in generale, affronti a viso aperto il pericolo e l’incertezza.

Giusi Ferrè ci diverte raccontando che occorre aver coraggio di essere se stesse nel modo di vestire e la cantante Giorgia nell’imparare a dar posto alla paura e a sfidare l’incertezza.

Il mio pensiero vaga e torno all’ultimo libro letto sulle donne del vino, ma non i grandi nomi che passano in rassegna tra articoli e Manifestazioni del Vino, ma a una storia di coraggio di una ragazza del sud , Arianna Occhipinti. Arianna, classe 1982, viene a Milano dalla sua calda sicilia a studiare  Viticoltura ed Enologia .Decide di ritornare in Sicilia ad Iblea, nella zona del Cerasuolo, e inizia a piantare un ettaro di vigneto . Sceglie  un mestiere maschile e antico per esprimere al meglio la sua forza di giovane donna.

Il libro è il diario di un viaggio attraverso le tappe della sua avventura di wine maker, le persone che le hanno insegnato a lavorare la terra, quelle che hanno sostenuto il suo vino, gli affetti che l’hanno fatta crescere. E’ la storia di una passione e di una certezza  di volercela fare, un diario in cui narra la gioia, la ruvidità e la fragilità ma anche le contraddizioni e le rinunce, la fatica a contatto con una cosa grande come la terra: il coraticum latino.

Ma anche poesia , le vasche di fermentazione sono degli ombelichi nel pavimento della sala e la vita di Arianna viene descritta quasi come una simbiosi col vino e tale osmosi sia la stessa essenza dell’ arte :“Mi piace che la mia vita si svolga al piano terra e sia immersa in quello che faccio: la vita come arte direbbero pittori e poeti. E forse mi piace perché tutto sembra avere una sua coerenza. Quando cammino sul pavimento di questa casa, capisco che l’appartenenza è fatta anche di suoni. Non è poesia, è una cosa vera che tutti possono sperimentare.”

Arianna da un ettaro ora ne produce cinque  ed è una wigneron di vini naturali . I terreni si estendono nel cuore della zona del Cerasuolo di Vittoria, nello scenario dei Monti Iblei. Sono terreni di matrice antichissima, dove il Frappato di Vittoria e il Nero d’Avola si sono originati, ma soprattutto terreni che hanno respirato sempre la coltura della vite che in essi si è adattata e ora crea una simbiosi unica che esprime al meglio queste due uve.

Torno ad ascoltare la storia di ordinario coraggio della ex sindaco di Monasterace, Maria Carmela Lanzetta che ha sfidato la andrangheta calabrese semplicemente cercando di dare buone regole con forza e rigore.

Penso  a queste donne attraverso le loro storie di ordinario coraggio perchè non occorre essere per forza eroine per avere coraggio.

Natural woman, La mia sicilia, il mio vino, la mia passione.Fandango Libri. http://www.agricolaocchipinti.it

Io sono Malala, (Yousafzai Malala – Lamb Christina ), Garzanti Editore

 

 

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3 commenti su “VINO E CULTURA : STORIE DI ORDINARIO CORAGGIO FEMMINILE

  1. stevern
    10 dicembre 2013

    la donna , come l’uomo mentre gli anni passano, acquistano sapienza e sapore, ma solo se mantengono all’interno la corposità dello spirito giovanile, quello del l’entusiasmo e del coraggio. Per esempio io mi realizzo quando sono in mezzo al mare , anche solo, con la mia barca a vela e magari dopo una veleggiata, alla sera, una volta gettata l’ancora nella rada concedermi un ricco bicchier di vino, di quello buono!
    Ciao Pierstefano

    • condivido pienamente…per cui le rade devono essere ben protette in modo da godersi un buon vino da meditazione e perchè no …da guardiano del faro !!

  2. Aldo C. Marturano
    10 gennaio 2014

    Io proporrei un viaggio nella Terra del Vino, la Georgia dove gustare i vini più antichi del mondo e visitare le cantine sociali oltre a partecipare a pranzi molto speciali e di certo sconosciuti agli italiani.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2013 da in Uncategorized.
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