iniziazione al vino

Il blog è pensato per tutti gli interessati al mondo enologico. Ogni vino, oggi, è parte di una narrazione che va ben oltre le qualità intrinseche del prodotto stesso. Gli appassionati avvertono la necessità di instaurare un legame con il prodotto, puntando sul vissuto, sull’approccio, sull’esperienza, sulle storie gli aneddoti che vi sono associate e il vino si presta particolarmente a creare feeling con le persone introducendole nella realtà dei luoghi in cui nasce, nel talento, nella produzione e nella narrazione di una storia autentica che lo rende unico e riconoscibile. A tutti piace bere ma pochi sanno bere bene poiché il mondo del vino è molto articolato concatenando il prodotto, la sua trasformazione e conservazione, le implicazioni culturali, il rapporto con il territorio e le comunità locali, l’immaginario, lo stile di vita. Le “narrazioni” che leggerete vogliono essere sempre legate ai territori, alla cultura e all'arte. Il progetto nasce quindi dalla volontà di narrare una storia a volte in maniera molto divertente e pratica, a volte divulgativa, a volte più profonda ed esistenziale di questo mondo. Bere il vino deve essere quindi un Atto Culturale come nella religione è un atto Simbolico.

IL VINO TRA POESIA E ESTETICA

Marcaurelio Iacolino, Il vino, liberazione dei sensi

Un week end nel Ducato di Parma e Piacenza : il vino tra  poesia e estetica.

Alessandra Montagno, Wine Designer

Scegliamo in questo viaggio alla scoperta del vino legato all’arte,  l’Emilia  Medioevale, attraverso  due aziende espressione  l’una alla Poesia , quella più pura figlia del  territorio nella figura di Stefano Pizzamiglio, della azienda La Tosa, e una più complessa e articolata legata alla Estetica, nella figura di Carla Asti, della azienda Luretta.

Azienda la Tosa .http://www.latosa.it

Il  vino è poesia e cultura: il territorio, le etichette e la biblioteca.

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Ci lasciamo la pianura alle spalle e quella nebbia che rende incantato il paesaggio e saliamo sui colli ancora addormentati avvolti da una coperta di brina. Ed è già poesia.

Arriviamo alla Azienda La Tosa e Stefano ci accoglie in maniera semplice e posata come sono i piacentini. Vuole raccontarci la sua storia: si capisce immediatamente che questa è parte fondamentale del suo modo di produrre vino.

Due fratelli nati a Milano da madre piacentina, originaria del paese di Vigolzone, e da padre milanese.
 Abbandonano le ombre paterne e quindi la Facoltà di Medicina, dopo aver fatto il Liceo Classico  Parini a Milano, per seguire la loro passione , il vino 
.
L’acquisto della cascina Tosa nel 1980 con due appezzamenti di terreni confinanti con la casa permette l’impianto dei vigneti, che in quei terreni erano stati presenti sino agli anni sessanta .Nel 1984 i due fratelli decidono di lasciare definitamente Milano per dedicarsi al vino. Nel 1985 inizia  la produzione del primo vino, il Gutturnio. Tra studi e ricerche continue Stefano esplora la vocazione del territorio cercando di dare vini più profondi e concentrati, quasi esclusivamente vini fermi.

La vocazione verso il territorio è la base della poesia dei suoi vini e della biblioteca e del museo che stanno allestendo, 450 libri, 100 cartoline, mappe storiche piacentine etc. Oltre al vino Stefano vuole offrire cultura.

Stefano ci racconta di aver scritto poesie per la rivista Niebo, che è stata una rivista quadrimestrale  di poesia e letteratura fondata nel giugno 1977 e chiusa nel marzo 1980. Niebo in polacco significa cielo.  La poesia e’ il cielo,  la terra la medicina  : da sofferenza calda a una sofferenza fredda.  Cosi ci racconta Stefano il periodo tormentato  della sua vita prima di approdare alla sua passione, il vino. La scelta del punto esclamativo che rappresenta l’azienda è la pretesa ma sfumata di potercela fare : anche  scegliendo di diradare i grappoli e di fare una malvasia di candia ferma e non frizzante. Lo stesso vale per il Sauvignon bianco, meno adatto al clima caldo del territorio, ma lo stesso importa un biotipo dalla Loira e per 17 anni sperimenta (anche con l’aiuto di Gianfranco Gallo) sino ad ottenere un vino che parlasse del territorio.

Le etichette sono disegnate da Stefano come la scelta dei nomi di fantasia dei vini , “Sorriso del cielo” per il Sauvignon, vino elegante con una nota spiccata di ananas, sambuco ed un concerto di erbe aromatiche. Elegante anche la  mineralità e persistenza. “Terra fiaba”, un  vino frizzante dei Colli Piacentini Val Nure DOC (ortugo – trebbiano – malvasia). Ricorda un Piccolo Principe Stefano che la notte contempla la vigna e le stelle come  riporta il disegno dell’etichetta del vino stesso.

Stefano ci racconta dell’amore per il  suo vino e dell’amore per sua moglie che condivide con lui la passione ma anche la scelta e l’assaggio di ogni vino nelle varie fasi della sua vita. Rimaniamo per ore incantati dai sui racconti e dai suoi vini, il tempo si ferma…la poesia è questo. VignaMorello 2011 Cinque grappoli 2013 – 2° vino rosso migliore italiano Annuario di Luca Maroni

Azienda Luretta  www.luretta.com

Il vino è Estetica : dalla scultura al cinema.

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Proseguiamo su e giù per colline dolci, la luce è più calda e tra la nebbia ormai quasi diradata ci appare il Castello di Momeliano con la sua severa imponenza. Accanto, affiancata come un cane accuciato, la Azienda Luretta. Ci accoglie Carla Asti . Non ci dice subito chi è, ma dalla sua  eleganza  e sobria compostezza capiamo subito che è la vigneron. Ci introduce nella grande sala per le degustazioni affacciata, come un quadro, sulla pianura esposta a nord est come le vigne. Ci racconta che nelle giornate terse si vede Cremona e secoli prima la polvere dei cavalieri che avanzavano sin dalla pianura; ci introduce così in un racconto magico, ma prima di tutto artistico.

Rimango colpita da due sculture presenti in sala e dalle etichette dei vini, eleganti,sobrie, calde ma soprattutto immediate. Con un sorriso orgoglioso e assertivo mi dice che per lei il vino è estetica, quindi non solo arte, ma l’arte del bello naturale e artistico. Come architetto lo colgo al volo, ogni cosa è sapientemente curata, come lo sono i suoi vini. Ci racconta della azienda, la scelta del biologico,   della scelta di fare crescere le piante sotto stress, di abbandonarle per tre anni in terreni poveri in totale assenza di concime e irrigazione, per creare una competizione idrica alle piantine e far si  che le radici si sviluppino verso il basso per trovare l’acqua. Piante che sopravvivono e che danno  pochi grappoli, che la pianta porta sapientemente a maturazione.  Da queste scelte severe deriva anche il rispetto per i criteri della agricoltura biologica certificati Icea e Aiab.

Mi avvicino alle etichette: Carla sceglie i nomi di fantasia nelle notti che legge i libri, dormendo poco, come “I nani e le ballerine” figure circensi fondamentali pur non protagoniste; “La Principessa”, lo spumante metodo Classico elegante e vivace come una Principessa…  mi aspetto di vederla comparire alla finestra del Castello di fronte.

Il vino è anche scultura : “Le Rane”, una Malvasia Istriana Vendemmia tardiva perfettamente equilibrata tra acidità e aromaticità, non  sono presenti solo nello stagno accanto al vitigno ma nella scultura dell’artista Jacob Bjorn di Copenaghen (proprietario della LunchmoneyGallery di Arte contemporanea) che ha dedicato a questo meraviglioso vino questa opera. Carla ci mostra poi il vino “Come la Pantera e il Lupo nella sera” nome ispirato dalla lettura dell’articolo “Uomini d’oro e di ghiaccio” di Piero Citati: “allora i guerrieri sciiti col berretto a punta e i cavalli, più leggeri delle pantere, più feroci dei lupi della sera”, si immagina così Carla il suo vino , agressivo ma elegante, vellutato ma potente, come la scultura della Pantera nera che protegge la sala, come la Pantera nera nel video del sito web del regista Fausto Mazza : le vigne  coperte dalla neve …un paesaggio invernale senza tempo al tramonto  ….la ricerca di un vino nella neve….perchè il vino può essere anche cinema.

La Malvasia Boccadirosa è al /° posto della classifica dei migliori vini del mondo redatta dal Gran Jury Europeen nel 2010.

5 commenti su “IL VINO TRA POESIA E ESTETICA

  1. stevern
    9 dicembre 2013

    Piacevolissimo oltre che culturalmente accattivante il tuo racconto ricco di atmosfera, elemento che nel mondo del vino esercita il suo potente fascino! Complimenti, Pierstefano!

  2. paolo baggini
    10 dicembre 2013

    come sempre riesci a cogliere e descrivere l’essenza………

  3. grazie davvero aspetto a breve di poter narrare il racconto della tua azienda ….

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Questa voce è stata pubblicata il 8 dicembre 2013 da in Uncategorized.
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